Violenza assistita: imparare a riconoscerla
Riconoscere la violenza assistita è il primo passo per aiutare i piccoli che ne sono vittime. Parliamo della seconda forma di maltrattamento tra i minori in carico ai servizi sociali italiani e i bambini e le bambine testimoni di violenza familiare vanno a scuola, frequentano gli oratori, le palestre e le biblioteche di quartiere proprio come tutti gli altri.

Un fenomeno silenzioso
Ci sono famiglie in cui la violenza si ripete per anni e non c’è nessuno ad arginarla perché tutto accade nel silenzio, di madri che subiscono maltrattamenti e non riescono a denunciarli e padri incapaci di riconoscere il danno che stanno provocando. Intanto il tempo passa, il fardello si fa più grave e i bambini e le bambine, spesso, si sentono soli e diversi dagli altri per il carico emotivo che portano con sé ogni giorno; hanno una domanda silenziosa, o dirompente, cui occorre dare risposta. Talvolta gli adulti, anche i più preparati, temono di avvicinarsi troppo a quella sofferenza, hanno paura di non riuscire a consolarli, di non trovare le parole giuste o di sbagliare qualcosa dal punto di vista legale. Questi timori sono comprensibili e vanno riconosciuti, ma non possono fermarci dal tendere una mano.
Come riconoscere le piccole vittime di violenza assistita? Cosa fare per aiutarle?
In genere i testimoni di violenza in famiglia potrebbero apparire come:
- bambine adultizzate precocemente o profondamente insicure;
- bambini aggressivi nelle relazioni interpersonali;
- adolescenti che, in difesa del genitore, diventano essi stessi vittime di maltrattamento.
Disorientati dalla paura e dal segreto, incapaci di comprendere perché le persone da loro più amate, mamma e papà, possano fare e farsi tanto male, diventeranno in futuro adolescenti e poi adulti a rischio. Questi bambini e queste bambine avranno una probabilità in più, rispetto ai coetanei, di diventare autori di violenza oppure vittime nel rapporto di coppia, riproducendo i modelli appresi dai genitori.
Occuparci di loro, dunque, significa lenire la sofferenza del presente e aprire un dialogo che offra modelli alternativi di relazione e di genere. Costruire una narrazione per il disagio o la sofferenza vissute è fondamentale per i piccoli che si trovano in difficoltà.
Per comprendere meglio il tema e sostenere i bambini vittime di violenza assistita, consigliamo Di sole e di tempesta di Elena Buccoliero, un libro che permette di approfondire il tema della violenza assistita e offre strumenti di supporto per educatori, insegnanti e psicologi. Grazie ad una favola illustrata e ad attività di gruppo presenti nel testo, l’adulto potrà accompagnare i propri bambini alla scoperta delle emozioni, insegnando loro che di violenza si può parlare e che le emozioni difficili vanno altrettanto ascoltate e comprese.
Per approfondire puoi leggere
Cosa ne sarà di me? I bisogni “unici e speciali” dei figli delle vittime di femminicidio di Giuseppe De Robertis

DI SOLE E DI TEMPESTA
Strumenti per educare alle emozioni e sostenere i bambini vittime di violenza assistita
di Elena Buccoliero


