Violenza di genere e disabilità: dare voce al silenzio
Come può la comunicazione diventare uno strumento per rompere il silenzio delle donne con disabilità vittime di violenza di genere? La risposta risiede nell’offrire loro strumenti comunicativi accessibili e inclusivi, che permettano di denunciare la violenza e di far emergere storie altrimenti invisibili, come evidenziato nel libro La voce a te dovuta di Valeria Alpi.

Come rompere il silenzio: narrazione e disabilità nella violenza di genere
La doppia discriminazione: disabilità e violenza di genere
Nel contesto della violenza di genere, le donne con disabilità si trovano spesso ad affrontare una doppia discriminazione: da un lato, subiscono la stessa violenza fisica, psicologica, economica e/o sessuale che colpisce le donne normodotate, dall’altro la loro condizione di disabilità rende ancora più difficile denunciare, difendersi e ottenere aiuto. Questo è dovuto a una serie di fattori:
- strutture di supporto poco accessibili;
- il pregiudizio che le vede come soggetti deboli e incapaci;
- la dipendenza economica e fisica dagli stessi aggressori.
Le donne con disabilità sono spesso invisibili all’interno delle narrazioni comuni sulla violenza di genere e questa invisibilità rende la loro situazione ancora più critica, poiché appare più difficile sensibilizzare l’opinione pubblica, attivare risorse adeguate e mettere in atto politiche di tutela mirate.
Il silenzio imposto e la necessità di dare voce
Molte donne con disabilità vittime di violenza sono costrette al silenzio, non solo per paura o sfiducia nelle istituzioni, ma anche per la mancanza di strumenti di comunicazione adeguati. Le barriere architettoniche, culturali e logistiche impediscono loro di accedere ai servizi di supporto, e spesso il sistema inadeguato le costringe a rinunciare a chiedere aiuto. In questo contesto, la comunicazione accessibile diventa cruciale: è uno strumento di empowerment che permette alle donne di rompere il silenzio, restituendo loro dignità e potere decisionale, e dando visibilità alle storie di violenza che altrimenti resterebbero nascoste.
Immagine di Lara Jameson via pexels.
LA VOCE A TE DOVUTA
Donne con disabilità e violenza di genere
di Valeria Alpi
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